Spreco alimentare

Il nostro pianeta ospita una popolazione di circa 7,7 miliardi di persone (dati aprile 2019)(1): di queste ogni anno oltre 805 milioni soffrono la fame e 36 milioni ne muoiono, mentre 1,5 miliardi sono sovra-alimentati o obesi. Il cibo è prodotto in abbondanza, ma di circa 4 miliardi di tonnellate di cibo disponibile annualmente, ne viene gettato via 1/3 ancora perfettamente commestibile.

Lo spreco di cibo si verifica in ogni passaggio della filiera produttiva, dalla produzione agricola al consumo casalingo: nei Paesi in via di sviluppo il fenomeno avviene soprattutto nei passaggi a monte (cioè perlopiù nelle fasi di produzione agricola), mentre nei paesi sviluppati lo spreco si localizza specialmente a valle, cioè nelle fasi di distribuzione, vendita, ristorazione e consumo domestico.

Le ricadute ambientali del fenomeno sono enormi: ad esempio i dati dicono che se lo spreco alimentare fosse un Paese sarebbe il terzo produttore mondiale di gas climalteranti, dopo gli Stati Uniti e la Cina oppure che l'acqua utilizzata per produrre il cibo che poi viene buttato corrisponde al fabbisogno domestico di New York per i prossimi 120 anni .

Il tema dello spreco alimentare ha avuto solo di recente un'effettiva ufficializzazione, con l'adesione da parte di diversi Paesi ad impegni internazionali. Nel settembre del 2015, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato formalmente i 17 nuovi Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDG) compresi nell'ambito dell'Agenda 2030. Tra gli obiettivi ricordiamo in particolare il Goal n° 12 "Consumo e produzione responsabili" che prevede tra l'altro il dimezzamento entro il 2030 dello spreco alimentare pro-capite nelle fasi di distribuzione e consumo, oltre alla riduzione delle perdite alimentari negli stadi a monte della filiera.

Per contrastare il fenomeno l'Unione Europea ha innanzitutto stabilito di adottare, anche per lo spreco alimentare, i principi che regolano la cosiddetta "Gerarchia dei rifiuti" che stabilisce in generale un «ordine di priorità» nella gestione dei rifiuti. La piramide della Gerarchia dei rifiuti applicata allo spreco alimentare indica come azione prioritaria la prevenzione nello spreco, seguita dalla donazione ai bisognosi e dalla produzione di mangimi per animali, mentre il riciclaggio, il recupero e lo smaltimento del cibo vengono classificate come "spreco alimentare".

 

Gerarchia rifiuti alimentari

 

Nell'illustrazione è riportato l'"ordine di priorità" suggerito per la Gerarchia dei rifiuti applicata al cibo, indicata dall'azione più auspicabile alla meno auspicabile:

  1. Prevenzione
  2. Donazione
  3. Utilizzo come mangime per animali
  4. Riciclaggio (compostaggio)
  5. Altro tipo di recupero(es. digestione anaerobica)
  6. Smaltimento

In Italia la Legge che regola la donazione del cibo alle persone bisognose è stata emanata nell'agosto del 2016: si tratta della Legge n. 166, cosiddetta Legge Gadda, che tra le altre cose prevede degli incentivi economici per i commercianti che aderiscono alle iniziative di raccolta e redistribuzione delle eccedenze alimentari gestite dalle Associazioni e dalle Onlus.

Ognuno di noi può agire attivamente per contrastare questo fenomeno. In che maniera? Dai un'occhiata ai consigli della pagina "Le Regole della riduzione", troverai molti suggerimenti interessanti per ridurre lo spreco di cibo. Ad esempio fai molta attenzione alle etichette degli alimenti riportanti le date di scadenza.

Vuoi fare una spesa alimentare consapevole? Scopri i Punti riduci e riusa.

Se vuoi saperne di più sullo spreco alimentare consulta la pagina dedicata sul sito istituzionale della Città metropolitana di Torino.

 

Nota

1 www.worldometers.info