Cibo e clima: cambiare i consumi per vivere meglio.

Una crisi globale come quella del clima si risolve solo con azioni collettive (e politiche), in grado di guidare i comportamenti individuali, ma iniziare dando il buon esempio è sempre una buona idea: come? Ad esempio partendo dal cibo che consumiamo ogni giorno. Secondo la Fondazione Barilla ripensare il nostro approccio al cibo, eliminando gli sprechi alimentari, prediligendo alimenti stagionali, scegliendo prodotti sostenibili e seguendo diete più sane, bilanciate e a base vegetale, potrebbe far spostare l’Overshoot day (cioè il giorno nel quale l'umanità consuma interamente le risorse prodotte dal pianeta nell'intero anno) in avanti di ben 32 giorni. Basti ad esempio pensare che nel 2020, grazie al lockdown da pandemia Covid-19, l'Overshoot Day è caduto il 22 agosto, mentre nel 2019 si era verificato il 29 luglio: ben 23 giorni di differenza! Gli attuali sistemi alimentari, oltre a determinare grandi sprechi di suolo coltivabile, acqua, biodiversità, richiedono alte quantità di energia e dipendono ancora molto dai combustibili fossili. Questa dipendenza è più alta per la produzione di alimenti di origine animale, tuttavia anche molte colture viaggiano spesso su lunghe distanze prima di raggiungere i consumatori. L’intero sistema alimentare, come viene sottolineato nell'ultimo report pubblicato dall’IPCC (n.d.r. Intergovernmental Panel on Climate Change, il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici) contribuisce fino al 37% delle emissioni globali di gas serra responsabili del Cimate change. Come possiamo quindi fare la nostra parte?.

La Fondazione Barilla ha elaborato alcuni semplici consigli che si possono mettere in pratica tutti i giorni:

  • preferire alimenti a base vegetale;
  • acquistare dagli agricoltori locali seguendo la stagionalità;
  • scegliere alimenti prodotti con pratiche agricole sostenibili;
  • seguire regimi alimentari sani e sostenibili, come la dieta mediterranea.

Fonte: Green Report

 

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