Nuovi incentivi per il trattamento Raee

Lo scorso 15 giugno, il Ministero della Transizione Ecologica, d'intesa con i Ministeri dell'Economia, dello Sviluppo Economico e della Salute, ha emanato il decreto 15 giugno 2022, entrato in vigore il 03 agosto 2022.
Questa nuova misura è volta ad incentivare l'introduzione volontaria nelle imprese che effettuano le operazioni di trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) dei sistemi certificati di gestione ambientale disciplinati dal regolamento europeo n. 1221/2009. L’incentivo consiste in un finanziamento economico per l’ottenimento della certificazione Emas (Eco-Management and Audit Scheme), strumento volontario di certificazione ambientale rivolto ad aziende ed enti pubblici, per la valutazione, la relazione e il miglioramento delle prestazioni ambientali. Il massimale annuo ammonta a 500.000 euro, mentre per quanto riguarda la singola impresa beneficiaria il contributo sarà pari all'importo sostenuto per l'ottenimento della certificazione, che può arrivare fino ad un massimo di 15.000 euro. 

Gli strumenti che consentono a un'organizzazione di conformarsi alle normative vigenti e di sviluppare un sistema di autocontrollo che identifichi e gestisca gli impatti che ha o potrebbe avere sull'ambiente sono i Sistemi di Gestione Ambientale (SGA). Per quanto riguarda il trattamento dei RAEE, questi sistemi sono di grande importanza e utilità nella gestione di questi rifiuti che, se non smaltiti correttamente, possono causare notevoli danni all'ambiente.

Il Rapporto Annuale 2021 del Centro di Coordinamento RAEE illustra l’andamento dei risultati conseguiti da tutti i Sistemi di Gestione Ambientale che si occupano del ritiro presso i centri di raccolta e dei luoghi di raggruppamento organizzati dalla distribuzione per la gestione dei rifiuti tecnologici. In Italia si riscontra una crescita del 5,3% rispetto al 2020. I SGA hanno gestito sull’intero territorio nazionale un totale di 385.258 tonnellate di RAEE, oltre 19.000 tonnellate in più rispetto al 2020, pari a una raccolta media pro capite che si attesta a 6,46 kg.
Si possono però riscontrare notevoli differenze tra le varie aree del Paese.

Nelle regioni del Nord la raccolta complessiva raggiunge le 201.130 tonnellate, con un aumento del 4,8% rispetto al 2020 e una media pro capite di 7,28 kg, superiore rispetto alla media nazionale (6,46 kg/ab). La regione più virtuosa è la Liguria, con un incremento rispetto all’anno precedente del 10,3%, mentre al secondo posto troviamo il Piemonte con un aumento del 7,03%, pur rimanendo il “fanalino di coda” tra le regioni del Nord per quanto concerne la media pro capite di soli 6,07 kg, un valore comunque leggermente inferiore alla media nazionale.
Le regioni del Centro raggiungono un totale di 86.127 tonnellate con una crescita del 4,37% rispetto al 2020, mentre la raccolta media pro capite si attesta a 6,56 kg. La Toscana riesce nuovamente ad attestarsi come la regione più virtuosa con un incremento del 9,5% della raccolta. Abruzzo e Marche, invece, diminuiscono la propria raccolta differenziata RAEE rispettivamente di -0,6% e -1,6%.
Il Sud Italia registra la maggiore crescita nella raccolta a livello di RAEE, pari a un incremento del 7,18%  e ad un totale di 97.195 tonnellate, mentre la media pro capite si attesta  al 5,14 kg riducendo il gap rispetto alla media Nazionale (6,46 kg/ab). La Sardegna (+12%), Sicilia (+10,9%), Puglia (+9,4%) e Calabria (+7,7%)  sono il traino per quanto concerne  la gestione dei RAEE nel sud. Vi sono però dati meno incoraggianti: il Molise e la Basilicata registrano importanti decrementi, rispettivamente pari a -9,9% e -4,9%.
I dati sopra riportati illustrano la situazione dei RAEE in Italia e sottolineano l'importanza degli incentivi pubblici per migliorare e rendere più efficiente il trattamento di questi rifiuti.

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Alessio Haberstumpf

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